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Pakistan: nessun ahmadi può spacciarsi per musulmano, nemmeno sottoterra

Nel settembre 2025, in un villaggio pakistano, alcuni estremisti hanno impedito la sepoltura di una donna ahmadi nel cimitero concesso alla sua comunità nel 1947, e la polizia ha denunciato una trentina di ahmadi. Da allora la stessa commissione per i diritti umani del Pakistan ha documentato agenti di polizia intenti a distruggere lapidi ahmadi. Un anno dopo, gli esperti dell’ONU denunciano la complicità delle autorità.

Un cimitero tutto loro

Qudsia Tabassum, una donna ahmadi di 55 anni, è morta il 21 settembre 2025 nella provincia pakistana del Punjab. La famiglia voleva seppellirla nel cimitero di Piru Chak, un villaggio vicino a Daska, assegnato agli ahmadi dopo la Partizione del 1947. Vi si trovano circa 220 tombe ahmadi. Vi riposano anche un centinaio di altri abitanti del villaggio: gli ahmadi li avevano accolti quando le loro comunità avevano rifiutato di concedere loro un posto. Secondo la comunità, alcuni estremisti guidati dal Tehreek-e-Labbaik Pakistan (TLP), un partito islamista radicale, hanno impedito la sepoltura e annunciato che nessun ahmadi vi sarebbe mai più stato sepolto. Per giorni, il suo corpo è rimasto in attesa in un obitorio.

Nel 2022 il comitato distrettuale per la pace aveva confermato per iscritto che il cimitero era stato assegnato agli ahmadi e aveva chiesto al deputy commissioner di risolvere la controversia. I funzionari locali, racconta un rappresentante della comunità, si sono limitati a dire agli ahmadi di «lasciar perdere».

La pace, a 14 chilometri di distanza

Quando la famiglia ci ha riprovato, nella notte del 24 settembre, una folla ha tentato di assaltare le case degli ahmadi, ha saccheggiato negozi e dato fuoco a una moto. Diverse persone sono rimaste ferite. La polizia ha poi denunciato una trentina di ahmadi. L’amministrazione ha risolto la controversia: Qudsia Tabassum è stata sepolta a 14 chilometri di distanza. In due anni e mezzo, almeno sei sepolture ahmadi erano già state dirottate altrove. Tra il 28 e il 30 settembre, una folla di 200-250 persone ha incendiato negozi e cascine di ahmadi e si è impadronita per breve tempo di armi della polizia. Questa volta la polizia ha aperto un procedimento per terrorismo contro gli aggressori.

Nemmeno su una lapide

Al resto ci pensa la legge. Nel 1974 il Parlamento ha dichiarato gli ahmadi non musulmani. Dal 1984 non possono definirsi musulmani né esibire nulla che li identifichi come tali, versetti coranici compresi. In un rapporto del marzo 2026, la stessa Commissione nazionale per i diritti umani del Pakistan descrive agenti di polizia e personale municipale che distruggono decine di lapidi ahmadi dopo che era stato chiesto di cancellarne le iscrizioni islamiche, almeno 80 delle quali a Daska nel gennaio 2024. Anche quando la polizia interviene tempestivamente, osserva la commissione, tende a disperdere gli ahmadi e a consigliare loro di seppellire i propri morti altrove.

Messo al bando, ma per altro

Il 23 ottobre 2025 il Pakistan ha messo al bando il TLP in base alla legge antiterrorismo. A far scattare il provvedimento non sono stati gli ahmadi, ma scontri mortali con la polizia durante una marcia filopalestinese. La commissione ha poi rilevato una tregua negli attacchi di matrice religiosa contro gli ahmadi. Il 7 settembre 2026, gli esperti dell’ONU per i diritti umani non hanno visto alcuna tregua: hanno elencato attacchi in corso contro i luoghi di culto ahmadi, tombe profanate e arresti legati ai festeggiamenti dell’Eid.

«Questi attacchi avvengono con la tacita complicità delle autorità.»— Esperti dell’ONU per i diritti umani, settembre 2026

Il primo premio Nobel del Pakistan, il fisico Abdus Salam, era ahmadi. La sua lapide lo definiva il primo premio Nobel musulmano, finché le autorità locali non hanno cancellato una parola.

Fonti

  1. 01 IANSianslive.in
  2. 02 The Hindu/PTIthehindu.com
  3. 03 Voicepkvoicepk.net
  4. 04 The Friday Timesthefridaytimes.com
  5. 05 National Commission for Human Rightsnchr.gov.pk
  6. 06 NPRnpr.org
  7. 07 OHCHRohchr.org
  8. 08 BBCbbc.co.uk

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