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Fustigazione, lapidazione e altre pene corporali

A Terengganu, in Malesia, il rattan si abbatte ormai nelle moschee, davanti ai fedeli. In Iran i ladri perdono ancora le dita, e nel 2024 la guida suprema dei talebani ha promesso di lapidare in pubblico le donne adultere. Ogni pena ha il suo testo. Il Corano 24:2 prescrive cento frustate per i rapporti sessuali illeciti, avverte «non lasciatevi prendere da pietà per loro» e chiede che «un gruppo di credenti sia testimone della loro punizione». Il Corano 5:38 ordina di tagliare la mano al ladro, e il 5:33 aggiunge la crocifissione e l'amputazione incrociata per chi «fa guerra ad Allah». La lapidazione non compare in nessun versetto, eppure il califfo Omar la definì un obbligo rivelato da Allah (Bukhari 6829). Ovunque questi testi diventino legge, il codice penale si scrive sul corpo umano.

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Il Terengganu ricorre contro la clemenza e ottiene sei colpi di bastone a testa

Il 15 settembre la corte d'appello islamica (syariah) del Terengganu, in Malaysia, ha condannato un uomo di 41 anni e una donna di 20 a sei colpi di rattan ciascuno, per essere stati sorpresi due volte da soli con una persona del sesso opposto. Il pubblico ministero aveva giudicato l'ammenda troppo clemente. La fustigazione deve avvenire entro metà ottobre, e lo Stato dispone ora di nove moschee autorizzate a questo scopo.

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